Non sono un nostalgico a tutto tondo. Non sono tra quelli che parlano del profumo della carta. Da sette anni a questa parte credo di aver letto non più di nove, dieci libri cartacei; il resto delle mie letture è ormai in formato digitale. Un paio d’anni fa, con l’arrivo di Audible in Italia, da entusiasta tecnologico quale sono – per deformazione professionale – mi sono fiondato sul mese di prova gratuita. Ricordo che stavo già leggendo un libro e che trovai disponibile anche l’audiolibro, che da quel punto in avanti alternai alla lettura. L’esperienza fu disastrosa.

Col senno di poi, non so quanto la colpa fu del libro (questo), del narratore o dell’uso che feci dello strumento audiolibro. So che non riuscii a seguire quasi mai con attenzione le vicende che ascoltavo. Ogni volta che riprendevo il libro mi era necessario riprendere le fila perché nulla, o quasi nulla, mi era rimasto. Ritenni quindi che l’ascolto dei libri non facesse per me e abbandonai Audible al termine del mese di prova.

Audible: cos’è?

Partiamo dall’inizio: cos’è Audible? Audible è una piattaforma che mette a disposizione dei propri abbonati un catalogo di audiolibri. E’ stata rilevata da Amazon nel 2008. Giunta in Italia nel maggio 2016, è fruibile tramite applicazioni specifiche per ciascun sistema operativo, inclusi gli immancabili iOS e Android. I singoli audiolibri non possono essere acquistati: la politica adottata per l’Italia prevede infatti un abbonamento mensile da 9,99 €, cancellabile in qualsiasi momento, che dà diritto all’ascolto di tutti i contenuti disponibili nel catalogo, seguendo il modello di Spotify o di Netflix.

Rispetto al giugno 2016, quando lo provai la prima volta, il catalogo è stato ampliato in modo considerevole. Stando ai numeri ufficiali, nel momento in cui scrivo dovrebbero essere disponibili circa 13’000 titoli in italiano. Ho deciso di dare una nuova possibilità al servizio perché mi sono stati offerti tre mesi di abbonamento gratis. Ogni giorno percorro a piedi dei tratti di strada per andare al lavoro, per un totale di circa quaranta minuti di cammino. Sto scoprendo che quegli intervalli di tempo, durante i quali non ho altro da fare se non camminare, provando nel contempo a non farmi investire, sono ideali per ascoltare gli audiolibri. Non ho distrazioni e riesco a concentrarmi e addentrarmi nella storia narrata.

Da quando ho riattivato l’abbonamento, circa tre settimane fa, ho ascoltato un romanzo di Jo NesbøSole Di Mezzanotte, e sono immerso nell’ascolto de L’Ombra Del Vento di Carlos Ruiz Zafón. Il primo recitato da Pino Insegno; il secondo da Riccardo Bocci. Due attori, quindi, prestati alla lettura dei romanzi, in grado di fornire una vera e propria interpretazione, variando l’inclinazione e la tonalità in base a situazioni e personaggi. In tal senso, trovo il livello degli audiolibri in esame alto e molto soddisfacente, aspetto di assoluta priorità quando si tratta di un testo da ascoltare. Perdendosi le altre componenti sensoriali della lettura (vista e tatto), tutto dev’essere affidato all’udito, che dev’essere stimolato al meglio, su tutti i livelli.

Quanto dura un audiolibro?

Se il tempo di lettura di un libro può variare in modo anche significativo da una persona all’altra – abitudine alla lettura, capacità di concentrazione – nel caso di un audiolibro è fisso. Si conosce da subito la durata totale e, che si sia concentrati o meno, quello sarà il tempo richiesto dall’ascolto. Nessuno vieta, naturalmente, di tornare indietro per riascoltare qualche passaggio, ma in generale mi sento di dire che l’audiolibro tende ad accompagnare secondo il ritmo dell’attore-lettore, giusto o sbagliato che sia. La durata di un audiolibro dipende dalla lunghezza del romanzo e dal ritmo tenuto dal lettore. Quello di Nesbø dura cinque ore e quindici minuti; quello di Zafón quindici ore e otto minuti. Curiosità: c’è Guerra E Pace, e dura quarantanove ore e mezza.

E’ conveniente?

La spesa mensile è giustificata? La risposta dipende da due fattori. Il primo è il numero di audiolibri di vostro interesse disponibili nel catalogo. Potete verificarlo ancor prima di abbonarvi andando qui. Il secondo è il tempo che dedicherete all’attività di ascolto. In termini assoluti, se non riuscite ad ascoltare almeno due libri al mese la spesa di dieci euro non è giustificata. Nel caso ideale (catalogo ricco di titoli di vostro gradimento e molto tempo dedicato all’ascolto) diventa molto conveniente, visto che non c’è alcun limite di ascolto mensile, né legato al numero di audiolibri, né alle ore di ascolto.

Chiudo con una considerazione personale: per la mia esperienza, gli audiolibri funzionano benissimo quando mi trovo in contesti in cui non ho la possibilità di fare altro. Mentre cammino, per esempio, oppure mentre guido. Non riesco invece ad ascoltarli prima di andare a dormire, momento della giornata in cui prediligo la lettura classica; oppure da seduto in poltrona; o in qualsiasi momento in cui io possa/debba fare altro. In virtù di questo, riesco a portare avanti in contemporanea la lettura di un libro e l’ascolto di un altro. Per qualcuno potrebbe essere motivo di confusione accavallare due romanzi, ma io lo trovo piacevole, addirittura stimolante.