È il mercoledì delle ceneri dell’anno 1205 quando padre Vivïen de Narbonne è costretto a fuggire, braccato da un manipolo di cavalieri che indossano strane maschere. Il monaco possiede qualcosa di molto prezioso, che non è disposto a cedere agli inseguitori. Sono passati tredici anni da quel terribile giorno, quando Ignazio da Toledo, un mercante di reliquie, riceve da un nobile veneziano l’incarico di mettersi sulle tracce di un libro rarissimo, l’Uter Ventorum.

Si dice che contenga antichi precetti della cultura talismanica orientale, e permetta di evocare gli angeli. Inizia così il viaggio di Ignazio tra Italia, Francia e Spagna, sulle tracce di un manoscritto smembrato in quattro parti accuratamente nascoste. Solo chi è in grado di risolvere gli enigmi, e di decifrare strani messaggi, potrà trovarlo e accedere ai suoi segreti. Ma Ignazio non è l’unico a volerlo. Ci sono personaggi loschi e ambigui che intendono entrarne in possesso, anche con l’inganno. Chi riuscirà per primo a scoprire dove si trova?


Il libro

 

Titolo: Il Mercante Di Libri Maledetti
Autore: Marcello Simoni
Casa Editrice: Newton Compton
Pagine: 354
Anno: 2011

Sito casa editrice
Link acquisto

 

 


Recensione

Mi sono avvicinato a questo libro dopo averlo visto pubblicizzato, decantato, proposto in librerie e supermercati. Vincitore del premio Bancarella, accostato a Il Nome Della Rosa (gulp!) di Umberto Eco, presentato con fascette urlanti il milione di copie vendute e il numero di lingue in cui era stato tradotto. Non ultimo, la Newton Compton applica una selvaggia strategia di vendita vendendo l’ebook alla bellezza di 99 centesimi di euro. E vuoi che per un caffé al bar meno un centesimo io mi faccia sfuggire una siffatta opera?

Il romanzo fa schifo. Fa schifo in maniera imbarazzante. Scritto male, ma male sul serio. Pieno di termini arcaici inutili e di forme banali, stereotipate e inutilmente descrittive. L’approfondimento sui personaggi è prossimo allo zero così come l’interesse del lettore per le loro sorti.

Si Luca, ok che non ti è piaciuto, ma di cosa parla ‘sto best-seller?

Il Mercante Di Libri Maledetti, opera prima dell’ex-archeologo e bibliotecario Marcello Simoni, da allora diventato autore di cassetta, racconta le vicissitudini di un mercante di libri, Ignazio da Toledo, alle prese col recupero di un misterioso e potente libro, l’Uter Ventorum. Tutto molto originale, dite? Aspettate, andiamo avanti. Nella sua ricerca, Ignazio sarà ostacolato da una congrega di cattivoni che vogliono mettere le manacce sul libro.

Wow, sembra figo! E dove si trova il libro? Ci sono tanti viaggi?

Ovviamente si, ci si sposta tra Venezia, un po’ di monasteri del nord Italia, la Francia e la Spagna, con qualche nota storica qua e là e molte, ma molte descrizioni a inizio capitolo per spiegare in che modo sorge o tramonta il sole e in che modo esso illumina i tetti. Il libro, però, è stato diviso in quattro parti per renderne più complicato il recupero. Non solo, però. Per capire dove queste parti si trovino, è necessario risolvere degli indovinelli cervellotici che – che ve lo dico a fare? – il nostro Ignazio risolverà in tempo zero, sempre e comunque. Gli basta sedersi al tavolo di una locanda e con fare saccente risolve e capisce qualsiasi cosa.

Nel mentre, ovviamente, il protagonista prende decisioni a caso. Ne volete un esempio? Eccovelo. Dopo aver risolto il primo pezzo dell’indovinello, grazie al quale scopre dove si trova il primo pezzo del libro, dice ai suoi compagni di viaggio che devono partire subito, e che il resto dell’indovinello lo studieranno in seguito, con la dovuta calma.

Eh certo! Ignazio è seduto tranquillamente in una locanda dove tra una mangiata e una bevuta ha interpretato una filastrocca, che aveva estratto in maniera allucinante da un guazzabuglio di lettere. Ha le restanti tre filastrocche lì davanti a sé, e considerando il tempo di risoluzione della prima, probabilmente in altri due minuti scarsi potrebbe scoprire dove si trovano le altre parti del libro. Non solo! Metti caso che uno dei pezzi fosse a cento metri da lì, o anche solo che fosse possibile ottimizzare il viaggio sulla base delle varie dislocazioni. No, ovvio che no. Partiamo e poi ci pensiamo.

Questo romanzo è prossimo all’essere illeggibile. E’ un viaggio avventuroso che mischia un po’ di Indiana Jones, molto Glenn Cooper e pure una spruzzata di Frank Schätzing. Mi sono chiesto più volte, leggendolo, il perché del successo di un romanzo del genere. Mi sono dato delle risposte. La struttura, in primis. E’ un romanzo suddiviso in una valanga di capitoli brevi, leggibili in un tempo variabile tra i due e gli otto minuti, prestandosi quindi a una lettura occasionale. E’ molto leggero, presentando molta azione, spesso dando poche spiegazioni e indagando poco e male i personaggi. Può divertire il lettore occasionale, quindi, poiché si tratta di un romanzo adatto a chi non legge molto. Di conseguenza, avendo pochi punti di riferimento e paragoni, può apprezzare anche un testo così scadente nella forma e nei contenuti.