Inauguro con molto piacere la sezione dei concerti sul mio blog personale, dove potrò raccontarvi dei live ai quali partecipo. Lo faccio con emozione, dopo aver visto per la prima volta dal vivo gli svedesi Katatonia, una di quelle band che mi ha lasciato dentro suggestioni ed emozioni particolari. Una di quelle band che non necessariamente ho ascoltato di continuo o con assoluta regolarità nel corso di quest’ultimo decennio, ma che ha sempre saputo darmi qualcosa.

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Per una volta nella vita riesco ad arrivare al locale del concerto, l’Alcatraz di Milano, ben prima dell’inizio dello show degli headliner. Alle 19:30 circa lascio zaino del lavoro e giubbotto al guardaroba e mi vicino alle transenne, sfruttando l’ancora rado pubblico. Stanno suonando i VOLA, band danese con svariate fumature ma che si colloca dalle parti del djent: l’impressione è discreta. Vengono però ampiamente superati da chi si esibisce subito dopo, gli islandesi Agent Fresco, che propongono un genere più prossimo a quello degli ultimi Katatonia, miscelando post-rock, djent e progressive, ma mancando della vena malinconica e gothic degli svedesi. Intensa la prova del bravo frontman Arnór, in particolare quando annuncia un brano composto in memoria del padre, sconfitto dal cancro.

Quando si scopre il logo dei Katatonia, la sala dell’Alcatraz, che per l’occasione sfrutta il palco laterale prevedendo un’affluenza non particolarmente alta, è ormai piuttosto piena. Incuneatomi a dovere in terza fila, sul lato sinistro del palco, in un posto tattico con davanti due più bassi di me per evitare di guardare per tutto il tempo la schiena di qualcuno, alle 21:14 vedo passare a tre metri da me Jonas Renkse. A undici anni dalla scoperta della band, ai tempi di The Great Cold Distance, ecco che finalmente riesco a vederli dal vivo. Non ho aspettative particolarmente alte, se non quelle di ascoltare la performance live di alcuni brani splendidi ai quali sono legatissimo – e non è poco. Ma gli svedesi mi colgono di sorpresa, e si rivelano essere invece una live band di tutto rispetto: precisi, intensi, col giusto trasporto e con le interpretazioni sentite di Renkse, i Katatonia portano sul palco meneghino sia l’energia più puramente elettrica e rock, che per me si manifesta in maniera più chiara e solare in una intro come quella di Leaders, sia nei brani più emotivamente distruttivi, come Saw You Drown Evidence. E sono solo percezioni personali, perché intorno a me ho visto gente emozionarsi quasi fino alle lacrime con TeargasCriminalsForsaker e For My Demons, tanto per citarne qualcuna.

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L’interazione col pubblico è quella che è, non è tanta ma non è nemmeno troppo misera e fredda. Renkse canta per quasi tutto il concerto coi capelli davanti al volto, a ricoprirglielo per intero, e col gioco delle luci e l’atmosfera delle canzoni, regala diversi brividi. Il pubblico è eterogeneo, sia in quanto a distribuzioni di uomini e donne, sia per le fasce d’età. Ho visto famiglie intere e donne sulla cinquantina non perdersi una sola parola, cantando tutti i brani della setlist. A tal proposito, escludendo i primi dischi dai quali per ragioni puramente tecniche – le corde vocali di Renkse – i nostri non suonano nulla, nonostante sia il tour dell’ultimo disco, la scaletta non è incentrata su The Fall Of Hearts, ma pesca in tutti i dischi da Tonight’s Decision in avanti, per un’ora e mezza complessiva di concerto.

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Se mi si chiedesse qual è stato l’highlight della serata, farei molta fatica a sceglierlo: a posteriori direi forse la riproposizione dal vivo di Saw You Drown, una rarità che non si sentiva negli show degli svedesi dal 2011; sul momento, il brano che mi ha trascinato di più è stato Leaders, e ho adorato due brani che ho incisi nelle budella come Evidence Forsaker. Un rimpianto, invece, è non aver atteso un po’ fuori dal locale: una mezz’oretta dopo la fine del concerto, infatti, i Katatonia al gran completo sono usciti e si sono prestati a foto e autografi. Ma sono dettagli. Mi rimangono delle emozioni molto intense, che credo siano state condivise da un gran numero dei presenti, visto che ho visto pochi cellulari e tanto trasporto durante la serata. Se ci sarà l’occasione, tornerò a vederli.

Setlist Katatonia

  1. Last Song Before The Fade
  2. Deliberation
  3. Serein
  4. Dead Letters
  5. Day And Then The Shade
  6. Serac
  7. Teargas
  8. Criminals
  9. Saw You Drown
  10. Evidence
  11. Soil’s Song
  12. Old Heart Falls
  13. For My Demons
  14. Leaders
  15. In The White
  16. Forsaker
  17. Ghost Of The Sun
  18. My Twin
  19. Lethean
  20. July