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Scozia on the road – giorno 4: Inverness e Loch Ness

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Di Inverness credo di avere una fascinazione sin dalla prima adolescenza per via del nome, che oltre a piacermi mi ricorda una cittadina presente in uno dei primi numeri di Dylan Dog. Ma non avendo niente sotto mano, mi limito a riportare il ricordo fumoso e affascinante di questi luoghi, che ho desiderato ardentemente visitare.

Come spesso capita, la città non è sopravvissuta alle attese: Inverness è tra le città più anonime visitate finora durante il tour scozzese. Piuttosto grande e ordinata, ha una cattedrale mediocre e un castello dimenticabile, qualche ponte e dei pub caratteristici. Stop. Nulla, in buona sostanza, per cui valga la pena percorrere così tanta strada. In compenso, però, si trova in posizione strategica per tutta una serie di gite fuori porta, che la rendono uno snodo cruciale per chi intende visitare la parte nord e la costa ovest della Scozia.

Dopo pranzo, resomi conto che della città non ho altro di interessante da vedere, mi sono diretto a Fort George, un antico forte militare tuttora in uso che sorge su una baia ventosa, regno dei surfer. Visto il tempo tiranno, ho deciso di saltare la visita del forte – per inciso, per la visita di qualsiasi cosa serve un biglietto, come ormai un po’ ovunque – per andare a visitare un altro luogo suggestivo, presente nel mio immaginario fin da bambino: il Loch Ness, il luogo degli avvistamenti del mitologico mostro chiamato Nessie.

Il Loch Ness è un lago strettissimo che si estende in verticale per qualche chilometro. E’ possibile costeggiarlo quasi per intero percorrendo la strada che porta al castello di Urquhart, la mia destinazione. Durante il tragitto è possibile parcheggiare l’auto in piazzole ad hoc e osservare degli scorci incantevoli del lago, reso particolarmente suggestivo dalla folta vegetazione boschiva che lo cinge. Le rovine del castello di Urquhart si trovano nel villaggio di Drumnadrochit, e sorgono a pochi metri dalla riva del lago. La posizione lo rende decisamente affascinante, ma ho potuto vederlo solo da lontano dato che quando sono arrivato non era più possibile visitarlo. Come ho già avuto modo di dire, prestate molta attenzione agli orari, perché in generale chiudono molto presto. Urquhart addirittura alle 17.

Di rientro dal castello, mi sono fatto prendere dall’aria festosa e rilassata di Drumnadrochit e mi sono fermato per la cena. Anche su questo aspetto, tenete a mente che gli orari sono molto diversi da quelli cui siamo mediamente abituati in Italia. In questo villaggio, infatti, i turisti cenavano alle 18, e dieci minuti dopo anch’io ero col mio bel vassoio di fish and chips e la mia stout Lochness Brewery, a un tavolo all’aperto sotto un raro sole di Scozia. Il villaggio è piccolino ma vivace per via dei tantissimi camper e campeggiatori che utilizzano l’area di camping  a due passi dal lago; inoltre, la presenza di Nessie, la famosa creatura leggendaria che vivrebbe nel lago, è praticamente ovunque, su ogni insegna, incisione e souvenir.

La giornata è proseguita a Inverness con la sosta in un paio di pub per assaggiare altrettanti whisky – sto proseguendo il mio personale tour nel tour – e per ascoltare musica tradizionale dal vivo. Atmosfera molto rilassata e forte presenza anche di anziani. Domani si partirà alla volta del profondo nord: ho infatti pensato che vale la pena percorrere la North Coast 500 e visitare l’intera costa della penisola più a nord delle Highlands.

Nota: a causa della connessione lentissima qui in albergo, non riesco a caricare foto. Aggiornerò il post appena possibile.

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Scozia on the road – giorno 3: St Andrews e Dunnottar

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La mattinata del terzo giorno di tour scozzese è dedicata a St Andrews. Fatta l’ormai immancabile colazione a base di uova strapazzate, bacon, salsiccia, funghi, fagioli e pane tostato, mi sono avviato con ritrovate energie verso le rovine della cattedrale, che sorge su un pianoro a ridosso delle acque del Fife.

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Scozia on the road – giorno 2: castello di Edimburgo e Stirling

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Seconda puntata del diario di viaggio – in differita di un giorno – dalle terre di Scozia. Come da titolo del post, la seconda giornata è stata dedicata alla visita del castello di Edimburgo, per poi proseguire a Stirling e concludersi a St Andrews. Ma procediamo con ordine, che l’ora è tarda, il sonno è tanto e la lucidità non estrema.

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Scozia on the road – giorno 1: Edimburgo

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Ok, ci riprovo. Dopo i diari di viaggio dall’Irlanda e dalla Transilvania, stavolta cercherò di trascrivere un po’ di pensieri, ricordi e visioni inerenti la mia attuale vacanza in Scozia. La modalità è identica alle precedenti: auto noleggiata e tanti chilometri macinati giorno dopo giorno, cercando di visitare il più possibile e di godersi l’atmosfera autentica del luogo. Stavolta parto già in differita. Scrivo infatti nel corso della terza notte scozzese, in un dormitorio dell’università di St Andrews. Qualche breve antefatto e poi partiamo col racconto del primo giorno.

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Transilvania on the road – giorno 3: Sibiu, Alba Iulia e Hunedoara

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Prima di entrare nel merito del terzo e, a tutti gli effetti, ultimo giorno di viaggio, mi sono reso conto di aver omesso un particolare che mi ha incuriosito. In tutti e tre gli alberghi dove abbiamo alloggiato, infatti, al nostro arrivo ci è stato richiesto di compilare un foglio con una serie di dati personali, incluso un documento di identificazione. Nell’albergo della prima notte hanno voluto che lo facessero tutti, negli altri due invece è bastato un nominativo per ciascuna camera. Ma torniamo a noi: eravamo rimasti all’arrivo a Sibiu per il pernottamento, e da lì riparte la visita. Nel corso della giornata c’era la necessità di spostarsi verso ovest in modo da avvicinarsi a Timisoara, città dalla quale avremmo preso il volo per il rientro l’indomani. E lungo il tragitto ci sono state un po’ di cosette interessanti da vedere.

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