E venne il giorno (2008)

Anno di uscita
2008
Titolo originale
The happening
Regia
M. Night Shyamalan
Genere
thriller, catastrofico, road movie
Cast
Mark Wahlberg, Zooey Deschanel, John Leguizamo, Ashlyn Sanchez
Durata
91'
Paese
USA/India
Voto
5.5

Si è un po’ spenta l’onda del successo per il regista indiano M. Night Shyamalan, che dopo un folgorante debutto (Il Sesto Senso) ed un’altra pellicola di grande successo commerciale (Signs), è incappato in un paio di uscite snobbate dalla critica e, soprattutto nel caso di Lady In The Water, anche dal pubblico al botteghino.

Chiaro indice di questo declino (se di declino si possa parlare per un regista i cui film hanno incassato oltre 700 milioni di dollari negli Stati Uniti, e che ha solo 38 anni) è la fatica per trovare uno studio che fosse disposto a produrre il nuovo film che aveva in mente. Alla fine, la 20th Century Fox ha dato l’ok, ma solo dopo aver preteso una sostanziale riscrittura della sceneggiatura.

La pellicola prende il via con uno strano episodio che avviene New York, nel Central Park: le persone si comportano stranamente, smettono all’improvviso di muoversi, prendono a camminare all’indietro (ma perchè?!) dopodiché si suicidano. Tale ondata di fenomeni presto coinvolge l’intero nord est degli Stati Uniti, e la narrazione si dipana seguendo un professore di scienze di Philadelphia e sua moglie, che si allontanano dalla città non appena il non meglio precisato morbo/virus/attacco terroristico colpisce il parco.

Un po’ catrastrofico, un po’ road movie, il film si concentra sulla ricerca di una via di fuga e della salvezza da parte di un gruppo di persone, che via via si spostano verso centri abitati sempre più piccoli. Il professore ipotizza che la causa di tale fenomeno siano gli alberi, la natura, che mediante il rilascio di una neurotossina inibisce i ricettori dell’autoconservazione spingendo la gente al suicidio, ed afferma inoltre che tale rilascio di tossina pare avvenire in presenza di nutriti gruppi di persone. Ma ormai è inarrestabile, ed anche nei piccolo villaggi proseguono i suicidi, coi metodi più disparati (chi si stende sul prato e si fa falciare da un tosaerbe, chi entra in una gabbia di leoni offrendo i propri arti e lasciandosi sbranare, e via dicendo), e prima di uno dei suicidi, trova spazio anche un omaggio a Full Metal Jacket. Ritrovatosi ormai soli il professore, sua moglie ed una bambina, cercano e trovano riparo in una casa che sembra abbandonata, all’interno della quale vive invece una anziana donna priva di qualsiasi contatto col mondo esterno. Proprio la breve apparizione della donna regala i momenti più inquietanti dell’intera pellicola. Tutto sembra perduto quando la vecchia, uscita nel cortile davanti casa, si suicida, ma ormai è l’ultimo atto dell’”attacco” da parte della natura, spiegato nel finale ed al quale vengono dati connotati giustizialisti, in quanto avvenuto in un’area con un’alta concentrazione di centrali nucleari. Viene quindi visto come un avvertimento da parte della natura, nei confronti dell’uomo che viene visto come una minaccia. Inevitabile anche la sequenza conclusiva del film, fatalistica e scontata.

Oltre ad una trama scarsamente solida, la nuova fatica di Shyamalan pecca sotto vari aspetti, a partire da uno sviluppo dei personaggi appena abbozzato e messo lì più per far volume che per reale utilità o profondità, proseguendo per una narrazione frammentaria e mai pienamente soddisfacente. Inoltre, sebbene dal punto di vista tecnico siano ben pochi gli appunti che si possono muovere al regista di origini indiane, non si può non sottolineare una certa ingenuità di fondo, ad esempio nella sequenza della fuga dal vento portatore di tossina. Infine, non nego che l’uso di una sorta di significato morale, oltretutto dozzinale, ha fatto perdere ulteriore fascino ad un evento che già di per sé non ne aveva poi molto. Guardabile, ma rimandato.

E venne il giorno (2008)
Voto del redattore
5.5
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