Nosferatu – Il vampiro (1922)

Anno di uscita
1922
Titolo originale
Nosferatu, Eine Symphonie Des Grauens
Regia
Friedrich Wilhelm Murnau
Genere
vampiri, gotico
Cast
Max Schreck, Gustav Von Wangenheim, Greta Schroeder, Alexander Granach
Durata
94'
Paese
Germania
Voto
10

Tutto ciò che è horror, è argomento di discussione su Creepy Visions, quindi non si disdegneranno assolutamente nemmeno i classici del cinema muto. Come non iniziare questo percorso con quello che è senz’ombra di dubbio tra i più famosi, rimasto impresso a fuoco nell’iconografia horror, nonché primo film ispirato al Dracula di Bram Stoker?

Opera più nota del cineasta tedesco Friedrich Wilhelm Murnau, uno dei maggiori esponenti dell’espressionismo, Nosferatu Il Vampiro ha una storia travagliata, poiché ricalcando pressochè pedissequamente la trama di Dracula, incappò in beghe legali con la vedova di Stoker, che vinse la causa. La decisione presa dal tribunale fu quella di distruggere tutte le copie del film, ma pare che Murnau stesso riuscì a conservarne una copia, e per questo motivo il film è arrivato fino ai giorni nostri.

Non avendo i diritti di riproduzione dei nomi legati al capolavoro vampirico di StokerMurnau cambiò i nomi di tutti i personaggi: il conte Dracula diventa il conte Orlok, Jonathan Harker diventa Hutter, Mina diventa Ellen, Van Helsing diventa il professor Bulwer, e così via. Alcuni personaggi sono del tutto omessi, come ad esempio Arthur e Quincey, e la location viene spostata dalla Londra di fine ‘800 alla Brema del 1838.

Escludendo questi dettagli, la trama è esattamente quella che dovrebbe essere nota a qualsiasi amante dell’horror gotico: il giovane Hutter viene inviato presso il castello di un conte molto ricco, che ha intenzione di acquistare una casa a Brema. Durante la permanenza nel castello, il giovane si rende immediatamente conto della natura del conte, un mostruoso essere dai denti sottili da roditore e dalle lunghe dita, caratterizzato da un pallore spettrale e da un’irrefrenabile voglia di sangue. Il conte Orlok riuscirà a gungere a Brema a bordo di una nave, nascosto all’interno di una delle molte casse piene di terra che porta con sé, e durante il viaggio tutti i membri dell’equipaggio moriranno a causa della peste, che non tarda a diffondersi anche a Brema al suo arrivo.

Al ritorno di Hutter, Ellen, la sua amata, legge un libricino che lui aveva portato con sé dal suo viaggio: in quel libro si parla di vampiri e di come eliminarli, e solo il sangue di una giovane pura di cuore sarebbe stato in grado di attirare la malvagia creatura e di farle dimenticare l’arrivo dell’alba. Ellen decide quindi di immolarsi per liberare la città dalla piaga che la stava flagellando, e riesce a far sì che il vampiro, nell’ebbrezza causata dal sangue della ragazza, rimane esposto alla luce solare, che lo polverizza, uccidendolo per sempre.

Murnau si discosta in larga parte dall’espressionismo classico, volto a ricreare scenografie in set allestiti al chiuso, a favore di tante riprese naturalistiche, sulla scia di quanto all’epoca si stava iniziando a fare in Svezia. Naturalmente, le interpretazioni sono marcate, quasi teatrali, dovendo sopperire alla pressoché totale assenza di dialoghi, le cui poche linee vengono mostrate scritte su sfondo nero durante la sequenza, ed in tal senso è rimasta nella storia del cinema la prova di Max Schreck, l’attore che interpreta il ruolo del conte Orlok. Praticamente ogni sua apparizione sullo schermo è perfetta e glaciale, con almeno due scene assolutamente da consegnare alla storia.

La prima, in ordine di tempo, è quella in cui si avvicina alla stanza dove alberga Hutter, nel suo castello: la scena è realizzata con telecamera fissa, puntata verso il vampiro che cammina in maniera lentissima, un estenuante incedere verso Hutter, e verso lo spettatore stesso.

La seconda, quella in assoluto più famosa, l’autentica foto ideale del film, è quella in cui Orlok sale le scale per dirigersi nella stanza di Ellen, dopo che lei lo ha invitato ad entrare aprendo la finestra. Non viene mostrato il vampiro, solo la sua ombra sulla parete, mentre sale le scale e mentre allunga la mano per aprire la porta.

Da rimarcare anche il mistero che aleggia su Max Schreck, per tutta una serie di motivi. Innanzitutto, il suo nome, che non è assolutamente uno pseudonimo, in tedesco significa esattamente “massimo terrore”, coincidenza alquanto strana per un attore chiamato ad interpretare un ruolo del genere. Inoltre, sono nate alcune strane teorie riguardo alla reale identità di colui che interpretò Orlok: secondo alcuni, sarebbe stato lo stesso Murnau a recitare in quel ruolo, secondo altri, addirittura Orlok sarebbe stato interpretato da un autentico vampiro, alimentando una leggenda che è stata esplorata anche in un film del 2000, L’Ombra Del Vampiro.

In virtù di una serie di espedienti tecnici innovativi per l’epoca (si pensi alla folle corsa della carrozza nella foresta, per cui fu usato il negativo della pellicola al fine di rendere l’idea di un luogo da incubo, cosa peraltro ormaggiata da Stanley Kubrick nel suo Arancia Meccanica), delle riprese naturalistiche, e della forza immaginifica, Nosferatu Il Vampiro si prende di diritto il trono di horror per eccellenza, per quanto vada sottolineato il fatto che, vuoi per il fatto che è muto, vuoi per la recitazione marcata, vuoi per la presenza di pianoforte spesso non in tema col clima dell’opera, vuoi per l’ingenuità con cui sono trattati diversi aspetti della trama, perda inevitabilmente in mordente. Tuttavia, è innegabile la potenza visiva contenuta in quest’ora di pellicola, che consegna agli annali innanzitutto una figura vampirica completamente distante dal romantico, elegante ed aristocratico conte Dracula di Stoker, che negli anni a venire sarebbe stato portato sul grande schermo da Bela Lugosi, a favore invece di una rappresentazione cadaverica ed animalesca, che nulla ha di affascinante. E soprattutto, consegna all’immaginario collettivo alcune delle sequenze più intense e belle della storia del cinema: l’ombra del conte Orlok rimarrà per sempre l’immagine per eccellenza del cinema horror.

Nosferatu – Il vampiro (1922)
Voto del redattore
10
Voto dei lettori0
0
10
  1. Ebbene si, ecco il primo 100 della storia del piccolo CV. Che dire… è tutto + che meritato,a partire dall’immagine dell’ombra del conte Orlok proiettata sulla parete, alla fantastica interpretazione di Max Schreck. E poi, diciamoci la verità 😀 nonostante sia un film muto è riuscito a catturare la mia attenzione fino all’ultimo minuto… anche grazie al pianofortino allegro che suonava ininterrottamente. A Presto TiAcca.
    Betty.

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