Body bags – Corpi estranei (1993)

Anno di uscita
1993
Titolo originale
Body bags
Regia
John Carpenter, Tobe Hooper, Larry Sulkis
Genere
grottesco
Cast
John Carpenter, Tom Arnold, Tobe Hooper, Robert Carradine
Durata
88'
Paese
USA
Voto
7

Body Bags aveva tutta l’aria di essere una di quelle chicche imperdibili: registi importanti, camei da parte di figure fondamentali nella storia del cinema horror, una struttura episodica col collante offerto dall’obitorio il cui mastro cerimoniere è John Carpenter in persona. Insomma, talmente tanta carne sanguinolenta al fuoco che non ho saputo resistere e mi sono fiondato nella visione subito dopo aver scoperto della sua esistenza.

Partiamo dalle note storiche: uscito nel 1993 e prodotto per il mercato televisivo, il film è una collaborazione tra John CarpenterTobe Hooper e Larry Sulkis, il quale, seppure non accreditato, diresse il secondo dei tre episodi. Oltre ai tre registi, coinvolti nel progetto ci sono una serie di personaggi di assoluto spicco quali Wes CravenSam RaimiRoger Corman, il truccatore Greg Nicotero. L’idea di partenza è semplice e funzionale: John Carpenter, nei panni – apparenti – di un medico operante in un obitorio, si aggira tra i corpi mettendo subito in mostra il suo spirito e la sua simpatica follia. Tra un bicchiere di formaldeide ed una sfilza di cadaveri disposti sui lettini in attesa di essere esaminati, presenta alcuni casi di morte violenta, i famosi tre episodi che compongono il film.

Il primo, diretto dallo stesso Carpenter, è piuttosto debole a dirla tutta: racconta la vicenda di una ragazza alle prese con la prima notte di lavoro presso una stazione di rifornimento, che ben presto si trasformerà nel teatro delle gesta di un violento serial killer decisissimo a farla fuori. Oltre alla trama banale, l’episodio è assai piatto come svolgimento e la ragazza è talmente indisponente che si finisce per parteggiare per l’assassino.

Il secondo episodio, accreditato nuovamente a Carpenter ma in realtà diretto da Sulkis, è spassoso. Narra di un uomo ossessionato dal fatto che sta perdendo i capelli: dopo aver tentato inutilmente varie, ridicole strade, si rivolge ad un medico dopo aver visto la pubblicità su un canale televisivo. Il giorno dopo il trattamento si sveglia con una folta e lunga chioma corvina ed è all’apice della felicità, ma ovviamente il rimedio si rivelerà essere latore di guai assurdi. Nel suo essere demenziale, probabilmente si segnala come episodio migliore e maggiormente godibile del lotto.

L’episodio conclusivo è affidato invece alla regia di Tobe Hooper, che si cimenta con un tema successivamente sviscerato a più riprese dal cinema di genere: l’occhio e la sua capacità di mantenere impresse le immagini. Un promettente giocatore di baseball perde un occhio a causa di un incidente automobilistico ed in ospedale un medico gli propone un trapianto sperimentale: gli verrà innestato l’occhio appartenuto ad un uomo deceduto. Il giovane accetta con la speranza di poter tornare a giocare, e l’intervento si rivela un successo dal punto di vista chirurgico. Tuttavia, una volta rientrato a casa inizieranno dei violenti mal di testa ed una sequela di visioni che porteranno l’uomo alla follia, non prima però di aver scoperto a chi era appartenuto l’occhio che gli era stato impiantato.

Oltre ai tre episodi descritti, ci sono le parti ambientate nell’obitorio e col timoniere John Carpenter assai spigliato di fronte alle telecamere: gustosissimi gli intermezzi e divertente anche il finale, che va ad impacchettare una proposta simpatica ed irriverente. Gli episodi, eccezion fatta per quello di Carpenter che sembra diretto senza la minima voglia e verve, risultano piacevoli da guardare e regalano un’oretta e mezza orrorifica e spensierata. Considerando le premesse, era esattamente quello che ci si poteva aspettare.

Body bags – Corpi estranei (1993)
Voto del redattore
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