Borderland – Linea di confine (2007)

Anno di uscita
2007
Titolo originale
Borderland
Regia
Zev Berman
Genere
thriller, religione
Cast
Brian Presley, Rider Strong, Jake Muxworthy, Beto Cuevas
Durata
105'
Paese
USA/Messico
Voto
6

Presentato per la prima volta alla rassegna Horrorfest 2007, come uno dei cosiddetti “8 Films to Die For”, Borderland – Linea Di Confine giunge nelle sale italiane a due anni di distanza, come sta diventando ormai tradizione per uscite non propriamente groundbreaking. Dei film presentati in quell’annata, su queste pagine ci siamo già occupati del violento Frontiers e del dinamico ed allucinato Le Morti Di Ian Stone. La pellicola è ispirata alla storia vera di Adolfo De Jesus Costanzo, il leader di un culto religioso che praticava il sacrificio umano. Costanzo ed i suoi seguaci rapirono ed uccisero un ragazzo americano di nome Mark Kilroy, nella primavera del 1989.

Nel prologo, due poliziotti irrompono in un’abitazione, all’interno della quale scoprono segni di sacrifici animali e resti umani. I due uomini vengono immobilizzati da chi occupava silenziosamente la casa, ed Ulises viene costretto ad assistere alla sanguinolenta mutilazione ed alla morte del suo collega, in seguito alla quale viene lasciato in vita per poter raccontare ai suoi superiori quel che aveva visto e per dir loro di stare attenti a non svegliare il can che dorme. L’azione si sposta negli Stati Uniti, dove tre amici, dopo aver preso il diploma, decidono di avventurarsi oltre la frontiera per visitare qualche strip club ed approfittarne per divertirsi un po’ durante le vacanze. Uno di loro, Ed, incontrerà Valeria, una barista con la quale intraprenderà una sorta di relazione, mentre Phil perderà la testa per una prostituta locale. Ed è proprio lui, mentre si dirige allo strip club da solo, ad essere adescato e rapito da alcuni uomini, uno dei quali già visto nel prologo.

I due amici, il mattino seguente, contattano la polizia ed entrano in contatto con Ulises, che prova ad aiutarli. Ben presto, però, si rendono conto che la polizia non vuole intervenire in certe situazioni, essendone visibilmente intimorita. Tra omertà e radicate superstizioni, il cammino dei ragazzi per provare a salvare Phil si rivelerà irto di ostacoli, in quanto i nostri si trovano a dover fronteggiare un’organizzazione che mischia cerimonie e rituali legati alla Santeria con attività criminose legato al narcotraffico.

Prima di entrare in valutazioni sulla qualità del film, è bene aprire una breve parentesi sulla Santeria, per spiegare di cosa si tratta a chi non ne ha mai sentito parlare. Nota anche come Regla de Ocha, la Santeria si rifà ad antichi retaggi africani, ed infatti proprio dagli schiavi fu portata a Cuba durante la tratta. Sostanzialmente, consiste in una sorta di incrocio tra le credenze yoruba – idioma di molteplici tribù del centro Africa – e la religione cristiana, che fu sfruttata dagli schiavi africani per camuffare il culto degli orisha con quello dei santi cattolici. Lo spunto è quindi interessante, così come il rituale che si vede in una sequenza del film: la vittima viene colpita affinché il suo dolore e le sue urla di terrore possano richiamare uno degli orisha, in modo che possa essere propizio per gli aderenti al culto. Peccato che in Borderland tale alone mistico e misterioso venga spazzato via dalle motivazioni che spingono gli accoliti, che in realtà sono semplici malavitosi che chiedono agli orisha di rendere visibili alle forze dell’ordine i camion all’interno dei quali trasportano la droga.

Eppure Berman si sforza di dar vita ad una regia ben progettata e con trovate magari non clamorose, ma comunque valide: è il caso della sequenza in cui i ragazzi fanno uso di funghi allucinogeni, durante la quale le inquadrature si fanno ondeggianti e sfocate, oppure delle sequenze di fuga, ansiogene e movimentate. Alla fine della fiera, dunque, quel che rimane è un film passabile, ma che presenta alcuni difetti che non gli permettono di mettersi in luce né di guadagnarsi particolare attenzione. Se si fosse gestita in maniera differente la trama, probabilmente poteva venir fuori una pellicola decisamente più d’atmosfera ed inquietante, perchè le premesse ed i mezzi a disposizione erano buoni.

Borderland – Linea di confine (2007)
Voto del redattore
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