Camping del terrore (1987)

Anno di uscita
1987
Titolo originale
Camping del terrore
Regia
Ruggero Deodato
Genere
slasher
Cast
Mimsy Farmer, Bruce Penhall, David Hess, John Steiner
Durata
87'
Paese
Italia/USA
Voto
6

Negli anni Ottanta esplose un’autentica mania per gli slasher movies, e tanti, forse troppi registi si sono cimentati col genere per inseguire quello che all’epoca si riteneva potesse essere un facile successo. In realtà la saturazione del filone fu raggiunta molto presto, e se a questo si aggiunge anche una certa ripetitività di fondo si può ben capire il perchè di film relativamente sconosciuti. E’ il caso del film del giorno, diretto da “Monsieur Cannibal” Ruggero Deodato. A scanso di equivoci, mettiamo subito le carte in tavola: Camping Del Terrore è maledettamente simile a Venerdì 13.

Gli aspetti in comune sono il gruppo di ragazzi che decidono di sostare in un campeggio isolato e chiuso da anni, il campeggio in questione, teatro in passato di alcuni omicidi, ed un serial killer che uno dietro l’altro cerca di eliminare chiunque gli capiti a tiro. Insomma, a buon intenditor poche parole. Le differenze riscontrabili sono la durata della catena di eventi, che qui si svolgono in più giorni e non in una notte soltanto, e le motivazioni e la natura dell’assassino: in Camping Del Terrore l’omicida non ha alcun movente, ed inoltre parrebbe essere di natura soprannaturale.

Un aspetto interessante del film di Deodato, che vede la partecipazione di David Hess (L’Ultima Casa A SinistraLa Casa Sperduta Nel Parco) nel ruolo del proprietario del camping e di Nancy Brilli nelle vesti (poche) di una delle vittime, è dato dal fatto che i ragazzi che rimangono in vita non vengono mai a conoscenza delle morti degli altri, perchè alcuni sembrano dispersi ed altri si pensa che si fossero appartati, quindi fino al finale il gruppetto residuo è in uno stato di relativa tranquillità e non di perpetua agitazione. Buono anche il motivetto della colonna sonora, ficcante ed incisivo.

Tuttavia, rimangono dei vizi di forma non da poco, e specialmente nelle sequenze delle fughe Deodato manifesta delle incertezze sorprendenti per un regista della sua esperienza: troppo spesso capita di rimanere disorientati a seguito di spostamenti poco chiari, con degli stacchi di inquadratura che non permettono allo spettatore di capire dove ci si trovi e a che distanza sia l’inseguitore dalla vittima. Se a ciò si aggiunge una trama fortemente derivativa ed una recitazione mai pienamente convincente, risulta evidente che non ci si trovi al cospetto del miglior film del regista potentino, che riesce a portare a casa la sufficienza per via di qualche buona morte e di un finale abbastanza movimentato.

Camping del terrore (1987)
Voto del redattore
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