La pelle di Satana (1971)

Anno di uscita
1971
Titolo originale
Blood on Satan's claw
Regia
Piers Haggard
Genere
possessione demoniaca, religione, stregoneria
Cast
Patrick Wymark, Linda Hayden, Barry Andrews, Avice Landon
Durata
100'
Paese
Regno Unito
Voto
6

Quando incorro in film che non conoscevo e che hanno l’aria di una produzione decente, sono quasi sempre ben disposto. Nel caso specifico, inoltre, sono stato ulteriormente corroborato dall’atmosfera particolare dell’ambientazione, un piccolo villaggio inglese del XII secolo. Film in costume, dunque, in una località sperduta ed abitata da persone per forza di cose superstiziose ed ignoranti. Elementi che potevano essere perfetti per una buona storia a cavallo tra religione e stregoneria.

Ed in effetti, La Pelle Di Satana parte col piede giusto: un giovane contadino, mentre ara il campo, trova una strana testa che sporge dal terreno. Impaurito, si reca dal giudice locale per avvertirlo, ma quest’ultimo dapprima minimizza e si dimostra poco incline a credere alle sciocchezze di un contadino, dopodiché convinto a seguirlo, scopre che nel punto indicato dal ragazzo non c’è traccia di quanto da lui descritto. L’intera fase è caratterizzata da una forte immedesimazione nel contesto temporale in cui si svolgono le vicende. Nonostante il budget non altissimo, i costumi sono credibili e si compie uno sforzo anche per ciò che riguarda la lingua. Meritevole anche il modo in cui viene narrata l’espansione delle dicerie, delle superstizioni e delle paure nel villaggio, con personaggi figli del loro tempo che non fanno che aumentare il fascino della prima parte della pellicola.

Purtroppo, le note positive finiscono quasi del tutto qui. Da questo momento in poi, infatti, la vicenda vira verso una inspiegabile – ed inspiegata – possessione che parte dai ragazzi e che via via si espande. Si riuniscono nei boschi, adorando Satana e comportandosi come cultori del paganesimo. Si macchiano di delitti, compiono riti. Si miscela insomma stregoneria, satanismo e vero e proprio contagio fisico, che si manifesta sotto forma di un ciuffo di peli che compare sul corpo degli ammorbati. Iniziano a evidenziarsi le debolezze del soggetto, ma soprattutto fanno capolino un’alternanza di episodi abbastanza isolati dalla trama generale e che sono discontinui in modo imbarazzante dal punto di vista qualitativo.

Per rendere l’idea, si pensi alla validissima sequenza del sogno del giovane contadino, quando convinto di essere attaccato da un essere demoniaco afferra un pugnale e prende a colpirlo, per poi svegliarsi e rendersi conto di essersi amputato una mano. Di contro, si trovano eventi assurdi come il gruppo di paesani che afferrano una ragazza sospettata di essere seguace del demonio e la gettano in un lago. La ragazza non torna a galla nonostante l’acqua sia calmissima, ma cosa ancor peggiore, un giovane si getta in acqua per portarla in salvo e, udite udite, quando arriva nel punto in cui si trova la ragazza, l’acqua non gli arriva nemmeno alla cintola dei pantaloni! Come risulta ormai evidente, lo sviluppo della vicenda non rispetta le buone premesse ed il fascino dell’ambientazione medievale, che nelle battute iniziali era gustoso e affascinante, viene malamente sprecato. Anche i personaggi sono sviluppati male: uno su tutti, il giudice, integerrimo e razionale, che nel giro di cinque secondi crede a qualsiasi superstizione e assume un tono grave manco fosse un esperto di occultismo. Peccato, occasione sciupata, ma in ogni caso non si tratta di una pellicola fallimentare. Qualche buon momento e la parte iniziale sono elementi sufficienti per giustificare la riscoperta di questa misconosciuta produzione inglese.

La pelle di Satana (1971)
Voto del redattore
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