La ragazza che sapeva troppo (1962)

Anno di uscita
1962
Titolo originale
La ragazza che sapeva troppo
Regia
Mario Bava
Genere
giallo
Cast
Letí­cia Román, John Saxon, Valentina Cortese, Titti Tomaino
Durata
92'
Paese
Italia
Voto
6.5

Ormai Mario Bava è una presenza che dovrebbe essere abbastanza familiare per chi ci segue, visto che questo è il suo terzo film di cui ci occupiamo. La successione cronologica della sua filmografia ci porta quest’oggi a visionare per voi La Ragazza Che Sapeva Troppo, pellicola importante non solo all’interno della produzione del regista, ma anche nello sviluppo di un vero e proprio filone cinematografico che avrebbe portato alla nascita, ed al successo, del cosiddetto giallo all’italiana.

Il film, girato in bianco e nero, si apre con degli strani avvenimenti che capitano ad una giovana ragazza americana che si reca a Roma per una vacanza. Dapprima, mentre è ancora in aereo, si vede offrire da un uomo un pacchetto di sigarette, per poi assistere alla cattura di quello stesso uomo una volta in aeroporto per spaccio di marijuana, che nascondeva proprio nelle sigarette. Arrivata presso la casa nella quale sarebbe stata ospitata, durante la prima notte in rapida successione diventa testimone della morte dell’anziana proprietaria e successivamente, uscita di casa nel tentativo di cercare aiuto, subisce uno scippo da parte di un delinquente che nella colluttazione la spinge facendole battere la testa sulla scalinata di Trinità dei Monti. Infine, una volta svegliatasi, sempre nel corso della stessa notte, assiste impotente all’omicidio di una donna, che si accascia al suolo con un coltello conficcato nella schiena. Subito dopo spunta un uomo che prende il corpo della donna uccisa portandolo via con sé.

La giovane americana inizialmente non viene ritenuta attendibile dai medici e dalla polizia, e per tale ragione inizia ad indagare personalmente, coadiuvata da un medico invaghitosi di lei, per cercare non solo di dimostrare che era davvero stata testimone di un delitto, ma anche per salvare la sua stessa vita. Infatti, qualche anno addietro a Roma erano avvenuti tre delitti ai danni di ragazze i cui cognomi iniziavano rispettivamente per A, B e C, e tutto lascia pensare che lei stessa, di nome Nora Davis, potrebbe essere la prossima vittima designata.

La Ragazza Che Sapeva Troppo contiene al suo interno tutti gli espedienti che avrebbero costituito le fondamenta per la costruzione dei gialli che sarebbero arrivati negli anni seguenti, a partire dall’inverosimiglianza di alcune situazioni per proseguire con la costante sensazione di essere sotto minaccia. Qualitativamente parlando, la recitazione è piuttosto manieristica e lascia poco spazio a reali emozioni, mentre sapiente è l’uso dei chiaroscuri e delle illuminazioni.

Lo svolgimento della trama è gestito bene, con pochi tempi morti, sebbene sia giusto dire che non si tratta di un film capace di tenere incollati allo schermo. Insomma, difetti sostanziali non ce ne sono, elementi di interesse invece si, ed anche diversi, ma nonostante ciò non ci troviamo al cospetto di un film esaltante o particolarmente convincente. Al di là di questo, rimane un passaggio obbligato per chiunque intenda conoscere le basi del nostrano cinema di genere.

La ragazza che sapeva troppo (1962)
Voto del redattore
6.5
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