[REC]² (2009)

Anno di uscita
2009
Titolo originale
[REC]²
Regia
Jaume Balaguerò, Paco Plaza
Genere
possessione demoniaca, mockumentary, contagio
Cast
Manuela Velasco, Jonathan Mellor, Pablo Rosso, Óscar Zafra
Durata
80'
Paese
Spagna
Voto
9

Un seguito di REC era prevedibile sin dall’uscita del primo film, che si concludeva lasciando le porte aperte alla continuazione della storia. Nel frattempo, abbiamo avuto modo di assistere alla realizzazione di un inutile quanto mediocre remake americano, Quarantena, e si è avuta la conferma che un seguito dell’originale sarebbe stato realizzato dalla stessa coppia di registi spagnoli, Paco Plaza e l’ormai noto, anche ai nostri lettori, Jaume Balaguerò. Proprio su quest’ultimo si ripongono diverse speranze per il presente e l’immediato futuro dell’horror: regista interessante e con tratti caratteristici, ha all’attivo pellicole di discreta caratura ma a mancargli è quell’opera che lo innalzi, sia come qualità che come fama, un gradino più in alto.

Nota per chi non ha ancora visto REC: la recensione non è spoiler-free, quindi non proseguite nella lettura se siete intenzionati a recuperare il primo film per non rischiare di rovinarvi il gusto di guardarlo.

La prima sequenza di REC 2 è esattamente quella conclusiva del primo film, con la giovane giornalista Angela Vidal che, ripresa dalla telecamera di Pablo caduta al suolo, viene trascinata nel buio dalla bimba indemoniata, Tristana Medeiros. L’azione si sposta immediatamente in un furgone in cui degli agenti di una squadra speciale si stanno preparando per entrare in azione: la loro missione è quella di introdursi all’interno del palazzo contaminato, sotto la guida di un uomo inviato dal Ministero della Sanità. Lo spettatore ha l’opportunità di seguire i loro movimenti grazie alle riprese effettuate da uno degli uomini della squadra, dando vita al classico documentario. Bastano pochi minuti per scoprire che l’uomo incaricato di guidare la missione è in realtà un sacerdote inviato dal Vaticano, il cui compito è quello di recuperare una provetta contenete il sangue di Tristana, la bambina il cui caso di possessione demoniaca fu dichiarato veritiero dai vertici ecclesiastici e sulla quale vennero compiute ricerche da parte di padre Albelda. Lo scopo di tali studi era quello di tentare di isolare il virus della possessione, qui vista in una nuova ottica: le persone possedute, infatti, rivelano un’elevatissima aggressività e mordendo, o trasmettendo liquidi in qualsiasi altro modo, possono infettare la malcapitata vittima. La squadra speciale si trova quindi ad affrontare una situazione imprevista, che presto finisce per sfuggire di mano, ed è inoltre impossibilitata a lasciare l’edificio perchè l’unico modo per farlo è mediante autorizzazione vocale da parte del sacerdote, che non è disposto a dare se non riusciranno a recuperare il prezioso reperto.

E’ necessario un piccolo passo indietro per capire meglio in che contesto ci si muove. Nel primo REC, si viene a scoprire che il virus si è diffuso poiché, inspiegabilmente, la bambina è ancora viva a distanza di svariati decenni dagli esperimenti di padre Albelda, ed è riuscita ad infettare alcuni degli abitanti del condominio. E’ quindi sulle tracce di Tristana che la squadra speciale dovrà mettersi, in seguito a varie morti e ad un’inaspettata intrusione. Infatti, a metà del film, la telecamera usata dagli agenti si danneggia, e da quel punto in poi siamo portati a seguire le vicissitudini di tre ragazzini che si trovavano nei pressi del palazzo e che, per curiosità e per sfida, riescono ad introdursi al suo interno tramite il sistema fognario. E sarà grazie alla loro telecamera che avremo modo di seguire la conclusione della vicenda, che vedrà il ritorno di una vecchia conoscenza e che, ancora una volta, lascia spazio ad un seguito.

REC 2 mantiene inalterate le caratteristiche dell’originale: i carrelli nervosi, i corridoi bui, la perdita del controllo di persone che si trovano a vivere una situazione claustrofobica e pericolosa. REC 2 è inquietudine strisciante, è tensione palpabile, è momenti di terrore. E’ tutto ciò che era il primo, ma potenziato, portato ad un nuovo livello di impatto visivo ed emotivo. Tiene incollati allo schermo per tutta la sua durata, riesce a spaventare ed a far vivere la vicenda con estremo realismo. Pecca in parte nella caratterizzazione marcata dei personaggi ed in alcuni dialoghi, ma d’altro canto riesce invece ad indirizzare meglio il focus della trama, che mentre nel primo era abbozzata solo verso la parte conclusiva, peraltro confusionaria, è qui sviluppata in maniera organica e coesa, incentrandosi principalmente sull’aspetto sovrannaturale della possessione diabolica. Ed è proprio in questa sottocategoria del genere horror che REC 2 riesce a settare nuovi standard qualitativi e di originalità, imponendosi come pellicola fresca, godibile e di caratura assoluta. Non resta che attendere i già vociferati due futuri progetti, un prequel che spiegherà le origini del contagio, ad opera di Plaza, ed il sequel nonché conclusione della vicenda, che sarà firmato da Balaguerò. Nell’attesa, applausi.

[REC]² (2009)
Voto del redattore
9
Voto dei lettori0
0
9
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