Saw III – L’enigma senza fine (2006)

Anno di uscita
2006
Titolo originale
Saw III
Regia
Darren Lynn Bousman
Genere
thriller, torture porn
Cast
Tobin Bell, Shawnee Smith, Angus Macfadyen, Bahar Soomekh
Durata
107'
Paese
USA
Voto
6.5

Ottobre 2006: un nuovo capitolo della saga raggiunge i cinema, diretto da Darren Lynn Bousman, regista del secondo, e scritto da Leigh Whannell e da James Wan (ritornato alla sua creatura), entrambi autori del primo film. Rimaneggiato più volte per far sì che ottenesse una valutazione adeguata dalla MPAA per l’uscita nei cinema, la versione finale di Saw III – L’Enigma Senza Fine dura circa venti minuti in meno rispetto alla pellicola originale.

La prima scena del film è immediatamente successiva all’ultima di Saw II: il detective Eric Matthews è incatenato nel bagno del primo film, e riesce ad uscirne fratturandosi un piede e sfilandolo, ma non avremo sue notizie se non dopo metà film. La sequenza successiva riguarda una scena del crimine, con un uomo fatto a pezzi dall’esplosione di una bomba ad orologeria. Ovviamente c’è il marchio dell’enigmista, tuttavia Kerry, moglie di Matthews nonché detective a sua volta, avverte che c’è qualcosa di diverso nel modus operandi: infatti, non esisteva una via di fuga, mentre Jigsaw aveva sempre dato una possibilità di salvezza alle proprie vittime. Il messaggio che vuole trasparire insomma è che non sia più l’enigmista ad agire, ma che ci sia lo zampino di qualcun altro, e chi ha visto il secondo episodio può ben immaginare di chi si tratti: di Amanda Young.

Il focus di Saw III è un doppio test: uno riguardante un uomo di nome Jeff, chiamato ad affrontare un percorso che lo porterà ad incontrare tutti i responsabili, diretti ed indiretti, della morte di suo figlio, deceduto dopo essere stato investito da un’auto guidata da un ubriaco. Tutto il suo cammino sarà incentrato sul tema del perdono e della vendetta. Parallelamente, viene narrata la vicenda della dottoressa Lynn Denlon, cui viene applicato un congegno che esploderà qualora la frequenza cardiaca di John Kramer, alias Jigsaw, dovese arrivare a zero. Il suo compito, dunque, è quello di mantenere in vita l’uomo, ormai vicinissimo alla morte a causa della sua malattia, fin quando Jeff non completerà la sua prova.

In tutto ciò, trovano spazio alcuni flashback, in particolare volti a dar luce alla figura di Amanda, che sta al fianco di John e Lynn: il suo personaggio acquisisce spessore e ne esce allo scoperto un ritratto di donna emotivamente instabile, probabilmente depressa. Particolarmente gustoso il flashback in cui ci viene data la possibilità di assistere ai preparativi del “gioco” del primo film. Il finale vedrà unirsi i due fili principali della vicenda, ovvero quello di Lynn e quello di Jeff, e porterà a diversi tragici eventi, oltre, naturalmente, a lasciare aperte le porte non per un probabile seguito, ma per un seguito assolutamente necessario, visto che non viene svelato se Amanda muore o meno, e soprattutto inizia un nuovo gioco per Jeff, cui dovrà partecipare per salvare la vita alla figlia.

Saw III ha tante anime al suo interno: fa parte della saga, si cala bene al suo interno e colma alcuni buchi narrativi dei primi due film, eppure in un certo senso snatura la serie stessa. A fare da collante, oltre al personaggio dell’enigmista, sono le trappole, sempre più fantasiose e dolorose: ganci conficcati nelle carni, trappole squartatorace, celle frigorifere, maiali in putrefazione triturati ed i cui resti liquidi vengono usati per coprire un uomo in un silo, una tremenda ruota che provoca una torsione sempre maggiore degli arti ed infine della testa. Un campionario di atrocità niente male, per un Bousman sempre più a suo agio nel confezionare immagini e sequenze cruente, anche quelle prettamente “mediche”, durante l’intervento di fortuna che Lynn compie sul cervello di Jigsaw.

Rimangono tuttavia gli eterni dubbi riguardanti questa serie: com’è possibile che un malato terminale praticamente solo riesca a raccogliere informazioni sulle proprie vittime (tutte accuratamente selezionate in base al loro stile di vita)? Si scopre che è Amanda a compiere i rapimenti, ma come fa ad intrufolarsi nelle abitazioni delle vittime? Dove riescono a trovare gli edifici per mettere a punto le “stanze dei giochi”? Ed i tempi, come fanno ad essere sempre così maledettamente precisi? Perchè va sempre tutto esattamente come pianificato dall’enigmista, in un modo o nell’altro? Tante le domande che probabilmente una risposta non la potranno mai avere, quindi ci limiteremo a credere alla fattibilità di tutte queste azioni, valutando altri aspetti.

Prima si è detto che questo capitolo snatura la serie, perchè è in un certo senso maggiormente narrativo ed anche introspettivo, lasciando quasi in secondo piano i giochi e dando maggiore risalto a quella che ormai è diventata una vera e propria continuity, delineata per giunta in un modo piuttosto intrigante e che lascia incuriositi sugli eventuali sviluppi. Ancora una volta buona la prova di Bousman, che non risparmia nulla e dà quel tocco gore che già si era fatto apprezzare in Saw II, mantenendo inalterato il suo stile registico moderno ed in questo caso ancora più efficace rispetto al precedente capitolo.

Rimane la brutta sensazione di aver assistito quasi ad un filler, un episodio di riempimento in attesa dello sviluppo della serie: episodio che porta con sé una vicenda ben narrata, con tutto il suo carico di moralismo e fatalità (come ad esempio nelle morti di tutti i responsabili della morte di Dylan, nessuna delle quali voluta da Jeff, una addirittura del tutto fortuita), e con un Jigsaw che ormai ha fatto il suo tempo con la sua calma olimpica e con la sua certezza di avere sempre sotto controllo situazioni che in realtà potrebbero sfuggirgli di mano in qualsiasi istante. A questo punto, appuntamento al prossimo capitolo, per capire come si evolverà una serie che ha ancora molte frecce al proprio arco, ma che potrebbe mostrare la corda senza la giusta dose di idee e di innovazioni.

Saw III – L’enigma senza fine (2006)
Voto del redattore
6.5
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6.5
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