The signal (2007)

Anno di uscita
2007
Titolo originale
The signal
Regia
David Bruckner, Dan Bush, Jacob Gentry
Genere
contagio
Cast
Anessa Ramsey, AJ Bowen, Justin Welborn, Scott Poythress
Durata
99'
Paese
USA
Voto
7.5

Il film che non ti aspetti. Produzione indipendente misconosciuta, registi mai sentiti nominare, un cast di attori per nulla noti, una trama apparentemente sciatta ma che invece viene raccontata con gusto e grondante psichedelia. Insomma, ingredienti a iosa per questo The Signal, piacevolissima quanto inattesa sorpresa.

Nella città di Terminus tutto procede regolarmente, relazioni extra-coniugali comprese. Peccato che qualcosa inizi a prendere una stranissima ed inspiegabile piega: le persone danno fuori di matto, scatenano una crescente violenza che si ripercuote sui propri simili, innescando una lunga sequela di omicidi e scontri furiosi, caratterizzati dall’uso delle armi più impensabili pur di raggiungere il proprio scopo. Tali atti vengono compiuti in uno stato prossimo, se non alla catalessi, quantomeno ad una sorta di sonno della ragione, che qui però non genera mostri, ma assassini efferati ed uomini dai comportamenti a dir poco bizzarri e sconnessi. A ciò, aggiungete un montaggio dinamicissimo, scene bizzarre che dopo pochi secondi vengono smentite da una nuova inquadratura o da un rollback, ed una trama che non fatichiamo a definire allucinata e visionaria.

Il motivo della follia dilagante si scopre ben presto, e risiede in un segnale ad una particolare frequenza che viene trasmesso via tv, via radio e via telefono. Tale segnale sembra bloccare basilari funzioni cerebrali legate al comportamento ed alle regole di vita civile, innescando il caos di cui si accennava poc’anzi. E fin qui, si potrebbe anche dire che non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Invece, il trittico di giovani registi mette in ballo una narrazione frizzante, suddividendo il film in tre parti tematiche e riuscendo a dare delle motivazioni, per quanto illogiche, cangianti e folli, alle azioni del gruppetto di personaggi dei quali vengono seguite e narrate le vicissitudini. In particolare, per quanto possa apparire assurdo, il fulcro del film riguarda un tradimento ed il tentativo di vendicarsi da parte del marito deluso e di fuggire con la propria amata dell’amante. Prendete tuttavia con le pinze tale descrizione, perché cambierà svariate volte la prospettiva attraverso cui le vicende vengono raccontate che alla fine della fiera risulta veramente difficile poter prendere le parti di un personaggio in particolare.

Quello che colpisce di The Signal è la sua freschezza, nient’affatto innata nel concept di partenza. Va dato merito a BrucknerBush e Gentry di aver dato vita ad un film che riesce ad essere divertente seppur a tratti claustrofobico, un film ricco di sfaccettature narrative che però a volte si avvita su sé stesso finendo per autocompiacersi, come nel cervellotico finale che annoda alcuni fili della narrazione finendo però per calcare eccessivamente la mano dal punto di vista dei cambi di punto di vista e di situazione. Ciò, però, non va a diminuire il gradimento per una pellicola giovane, pulsante vita ed idee, e soprattutto pregna della volontà di stupire e di spazzar via tanta banalità che spesso si insinua nelle pellicole di genere. E questo è un motivo più che sufficiente per dedicargli una serata.

The signal (2007)
Voto del redattore
7.5
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7.5
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