Time of darkness (2008)

Anno di uscita
2008
Titolo originale
Pora mroku
Regia
Grzegorz Kuczeriszka
Genere
torture porn
Cast
Natalia Rybicka, Karolina Gorczyca, Jakub Wesolowski, Jan Wieczorkowski
Durata
95'
Paese
Germania/Polonia
Voto
2

Ci sono film per i quali è davvero un reato perder tempo. Talmente sconnessi, realizzati con una tale pochezza di idee, di talento narrativo e visivo, di connessioni logiche o illogiche che siano nello sviluppo di una trama che è un peccato investire un’ora e mezza del proprio tempo per guardarli. E noi, non contenti di aver resistito alla visione di un film così scadente, vogliamo anche impegnarci per cercare di parlarne nella maniera più obiettiva e professionale possibile. O quantomeno, ci proveremo.

Il fatto che si trattasse di una produzione tedesco/polacca mi aveva incuriosito, perchè tendenzialmente – cosa dunque da prendere con le pinze – le pellicole che arrivano da Paesi non esattamente noti per la fiorente esportazione di materiale cinematografico nascondono qualità particolari e molteplici motivi di interesse, non foss’altro per la differente radice culturale della quale dovrebbero essere intrisi. Tuttavia, Time of darkness si mantiene sempre abbondantemente alla larga dalla cultura tradizionale locale, riducendo il legame con la terra che lo ha originato all’ambientazione, la Bassa Slesia, e a qualche remoto quanto inutile riferimento all’ideologia nazista legata all’arianesimo.

La vicenda narrata segue due direttrici ed è in grado di renderle entrambe confusionarie in virtù di tempi registici e stacchi assai frammentari e dispersivi. Ciò non aumenta l’interesse e la curiosità dello spettatore perchè non sono realizzati per disorientare e poi colpire con un colpo di frusta, ma sono dovuti evidentemente all’inesperienza, per essere buoni. Le prove recitative sono tutte mediocri, scadenti sono invece i dialoghi ed addirittura penoso il doppiaggio italiano.

Un gruppo di quattro ragazzi si reca presso una fabbrica abbandonata nella Bassa Slesia, in teoria per cercare un loro amico scomparso da un anno – complimenti per il tempismo – ma in realtà il loro unico interesse sembra quello di fare bisboccia. Il tutto è intervallato da alcuni abitanti del luogo apertamente ostili e minacciosi, e dalle sequenze girate in un manicomio dove vengono portati alcuni giovani presi da un riformatorio ed ingaggiati per lavori socialmente utili. La vicenda non assume mai contorni chiarissimi, limitandosi ad un fuggi fuggi e ad una mistura di scene di tortura, ma volendo impegnarsi si può ridurre ad un concetto: vengono praticati, o perlomeno promessi, degli interventi tali da permettere il passaggio delle funzioni cerebrali e dell’intero set di ricordi da un cervello di una persona anziana al corpo di un giovane, il cui cervello viene dapprima “azzerato” per poi essere riempito delle informazioni esistenti in quello dell’anziano interessato a questo particolare transfert.

In realtà, si scoprirà che si tratta di un inganno su tutta la linea. Il film non riesce mai a catturare, nemmeno per un istante suscita interesse e risulta povero sotto ogni punto di vista, anche nel finale che poteva almeno giocarsi una carta diversa ed invece no, gioca sul colpo di scena ormai più scontato negli horror, ovvero la salvezza finale che non si rivela essere tale. Da non guardare per alcun motivo al mondo.

Time of darkness (2008)
Voto del redattore
2
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2
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