Venerdì 13 (1980)

Anno di uscita
1980
Titolo originale
Friday the 13th
Regia
Sean S. Cunningham
Genere
slasher
Cast
Betsy Palmer, Adrienne King, Harry Crosby, Laurie Bartham
Durata
95'
Paese
USA
Voto
7

Venerdì 13 è stato un colpo grosso per Sean Cunningham, il secondo della sua carriera in ambito cinematografico dopo la produzione de L’Ultima Casa A Sinistra di Wes Craven. Stavolta, oltre a produrre il film, è impegnato in prima persona dietro la macchina da presa, per firmare uno dei classici della storia del cinema horror, che darà vita ad un franchise incredibilmente lungo e proficuo, con innumerevoli seguiti e spin-off, fumetti, novelization e programmi televisivi legati al brand Friday The 13th, senza dimenticare la creazione di un personaggio, quello di Jason Voorhees, che sarebbe entrato di prepotenza nel moderno immaginario horror.

Sostanzialmente, il tentativo è quello di sfruttare l’onda del successo di Halloween di John Carpenter, che aveva esportato presso il grande pubblico il genere degli slasher movies (che in realtà aveva già avuto in Mario Bava un precursore assoluto col suo Reazione A Catena), ovvero film in cui vi è un assassino che elimina uno ad uno i componenti di un gruppo di persone riunite in un luogo sufficientemente delimitato.

In Venerdì 13 il gruppo è composto da ragazzi e ragazze che stanno lavorando in un campeggio che sta per essere riaperto dopo circa vent’anni. Si scopre che era stato chiuso a causa di una serie di spiacevoli avvenimenti, come la morte per annegamento di un bambino di otto anni nel 1958 e la successiva uccisione di alcuni ragazzi. Per tali ragioni, il Camp Crystal Lake è considerato un posto iellato e maledetto, e così viene presentato alla ragazza che chiede indicazioni nel vicino villaggio.

Durante la notte di venerdì 13 giugno, un violento temporale colpisce il campeggio, e comincia la mattanza. Inizialmente il film non fa un’impressione particolarmente positiva, a causa di un livello recitativo e di una qualità dell’immagine e della regia per nulla convincenti, eppure nel momento in cui le cose entrano nel vivo prende a funzionare dannatamente bene, in virtù di alcune scelte stilistiche azzeccate (ad esempio, la telecamera segue spesso la visuale dell’assassino nelle scene degli omicidi) e di una fantastica realizzazione delle sequenze delle uccisioni, tutte interessanti per come vengono portate a termine e per come vengono girate.

Palpabile e maledettamente credibile è il senso di paura che via via attanaglia i superstiti allorché si rendono conto che sono minacciati. In apertura si faceva riferimento al personaggio di Jason, che in realtà in questo primo film (l’unico girato da Cunningham) ha un ruolo molto marginale e legato esclusivamente al passato, e che solo nei seguiti è salito in cattedra come dispensatore di morte. Ma non diciamo altro per non rovinare la sorpresa a chi non ha ancora visto il film. Un classico da conoscere.

Venerdì 13 (1980)
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