Piranha 3D (2010)

Anno di uscita
2010
Titolo originale
Piranha 3D
Regia
Alexandre Aja
Genere
commedia, animali assassini
Cast
Elisabeth Shue, Steven R. McQueen, Adam Scott, Jerry O'Connell
Durata
84'
Paese
USA
Voto
3

Come disintegrare una carriera che sembrava promettere molto bene. Alexandre Aja l’ho conosciuto col debutto Alta Tensione, un film violento, psicologico e sorprendente, ed ha proseguito con due remake di cui almeno uno, Riflessi di paura, davvero molto buono. Venire a conoscenza della lavorazione di un nuovo remake, stavolta di un film di Joe Dante, mi aveva fatto storcere il naso, tuttavia la curiosità di vederlo nuovamente dietro la macchina da presa era tanta e le aspettative, seppur non altissime, erano abbastanza buone. Tutto è stato abbondantemente distrutto nel corso dell’ora e venti di durata della pellicola.

Presso il lago Vittoria, in Arizona, si tiene il tradizionale spring break, un periodo di interruzione dei corsi universitari. Migliaia di ragazzi si riversano dunque nella località turistica per darsi ai festeggiamenti più sfrenati in un clima assolutamente goliardico e caratterizzato dallo sballo. L’inizio può ricordare un film di Eli Roth, che usa questo tipo di situazioni come punti di partenza dei suoi film che poi si incanalano su direttrici horror piuttosto spinte ed estreme. Non è questo il caso di Piranha, che invece non ha mai un autentico punto di svolta e che persiste nel mantenere un fastidioso sottofondo, anche musicale, molto tamarro. Un terremoto fa sì che sul fondo del lago si apra una faglia che farà venire alla luce un lago sotterraneo dove una specie di piranha risalente addirittura al Pleistocene sembra essersi miracolosamente mantenuta in vita, probabilmente grazie al cannibalismo, come afferma Christopher Lloyd, ben noto come il Doc Brown della trilogia di Ritorno Al Futuro. Ovviamente i branchi di voracissimi e feroci pesci seminerà lo scompiglio tra le migliaia di ragazzi festanti tra barche e palchi in acqua dove si svolgono passerelle di miss maglietta bagnata e dove si girano dei porno, con la partecipazione per giunta di attrici professioniste come Gianna Michaels.

Il punto di rottura, come si diceva, tra la parte caciarona e spensierata e quella tesa e spaventosa non avviene mai, ed Ajaindugia con spirito profondamente voyeuristico sui corpi femminili, con frequenti nudi e scene di dubbio gusto. Per scrupolo ed amor di precisione, ne citeremo due. La prima è quella di una ragazza segata in due in diagonale all’altezza del petto da un cavo. Inizialmente le cade il pezzo superiore del bikini mettendo in mostra il seno, dopodiché la parte superiore del busto, completamente tagliata, scivola e cade in acqua. La seconda invece riguarda il sedicente regista di porno che, caduto nel lago, viene assalito dai piranha che gli sbranano le gambe. Riportato sulla barca, piagnucola dicendo che gli hanno mangiato il pene, e prontamente Aja stacca su un’inquadratura subacquea mostrando la lotta tra due pesci per mangiare il pene. Non contento, fa tornare indietro il piranha vincitore che, fissando la telecamera, rutta sonoramente lasciando davanti all’inquadratura i resti del pene masticato. Senza dimenticare la prima ragazza divorata, che viene aggredita al sedere.

Piranha 3D non vuole mai assumere i toni da commedia horror, e fallisce tutti i possibili focus, rimanendo un film confusionario, con scarso criterio ed una pochezza di contenuti e di atmosfere che lasciano basiti. La realizzazione dei piranha è interessante, le creature sono fameliche e cattive come ci si aspetta, ma tutto crolla miseramente lasciando dietro di sé solo tanto spirito festaiolo che nemmeno in American Pie e le macerie di un Alexandre Aja irriconoscibile per mancanza di gusto e qualità. Da citare il cameo di Eli Roth, nei panni del presentatore di miss maglietta bagnata. Detto volgarmente, film ideale se volete vedere un po’ di tette e di culi al vento.

Piranha 3D (2010)
Voto del redattore
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