Saw VI (2009)

Anno di uscita
2009
Titolo originale
Saw VI
Regia
Kevin Greutert
Genere
thriller, torture porn
Cast
Tobin Bell, Costas Mandylor, Mark Rolston, Betsy Russell
Durata
90'
Paese
USA/Regno Unito
Voto
4.5

Troppi. Talmente tanti che non so veramente più cosa dire dopo aver speso parole per i primi cinque. Il problema, al di là dell’ormai fin troppo allungata brodaglia, è che di contenuto non è rimasto sostanzialmente nulla. Nulla. E con questo potrebbe già essere conclusa la recensione, anche perché vale per intero quanto detto in occasione di Saw V: ogni nuovo film del brand si limita a portare avanti con eventi insignificanti una trama principale ormai resa totalmente non credibile, ci butta in mezzo qualche flashback, e dà grande risalto alle trappole ed ai giochi dell’enigmista. Che, per la cronaca, è morto tre film fa.

Cos’altro dire? Vediamo…la pellicola è diretta con lo stile moderno e dinamico che ha caratterizzato la saga fin dalla prima installazione. Stavolta la macchina da presa passa a Kevin Greutert, alla sua prima registica dopo aver montato tutti gli altri film della serie. Forte dell’esperienza maturata negli anni passata, esegue un lavoro pulito ed inappuntabile, mantenendosi talmente tanto fedele ai precedenti che in diversi momenti sembra di vedere le stesse identiche situazioni e luoghi.

Su cosa o chi si indirizzano stavolta le ire dell’enigmista? A proposito, ricordate che è morto lasciando una sorta di testamento ed un incarico al suo complice, nonché detective, Hoffman? Ebbene, il suo compito stavolta è quello di imprigionare e sottoporre a difficilissime decisioni il capo di una compagnia di assicurazioni, accusato di decidere chi deve vivere e chi deve morire, solo in base al tornaconto economico. Egli dovrà dunque continuare a compiere questa scelta, ma stavolta dovrà disporre della vita dei propri collaboratori e dipendenti, per arrivare al termine del percorso ed essere giudicato a sua volta.

La trama principale vede i colleghi di Hoffmann avvicinarsi alla verità sull’identità del “nuovo” enigmista, smascherando le false tracce che lo stesso detective aveva architettato per far ricadere le colpe su Strahm. Entra inoltre in gioco la vedova dell’enigmista, che nello scorso film aveva ricevuto una scatola contenente ulteriori disposizioni dal marito. Insomma, il nulla cosmico, dai. Che si può dire di un brand così spremuto? Sarebbe probabilmente stato più furbo realizzare una serie televisiva, data la predisposizione dei produttori a finanziare un film all’anno che da ormai tre anni non ha ragione di esistere. La cosa migliore del film è sicuramente la giostra, uno dei giochi architettati: sei persone legate ad una giostra girevole che si ferma di tanto in tanto per lasciare una delle persone di fronte ad una pistola. Se l’uomo al di là delle sbarre non preme un bottone, la pistola sparerà uccidendo la persona seduta e legata, dopodiché la giostra prenderà a girare nuovamente. L’assicuratore dovrà scegliere i due da salvare del suo gruppo di collaboratori. Oltre a ciò, del film non rimane veramente nulla.

Saw VI (2009)
Voto del redattore
4.5
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